05.02. La pianificazione e la programmazione [DEMO]

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Gli appalti sono un “micro-cosmo” complesso ed articolato all’interno del diritto amministrativo. Come abbiamo visto in precedenza a fianco della disciplina di settore (spesso di derivazione comunitaria) abbiamo l’applicazione di disposizioni di carattere generale (legge sul procedimento, CAD ecc…).

Oltre a ciò la gestione delle procedure di appalto si articola in varie fasi, in ognuna delle quali vi è una pluralità di atti e procedimenti amministrativi (che variano a seconda della tipologia, delle caratteristiche qualitative e del valore dell’appalto).

E’ impensabile in un percorso di formazione studiare tutte le variabili (migliaia), mentre è fondamentale avere in mente il quadro di insieme che ti ho voluto così rappresentare:

Proviamo a fare un esempio per capire come funzionano queste fasi.

L’amministrazione ha necessità di acquisire le risme di carta necessarie per la stampa della documentazione. Sono acquisti ricorrenti di spese necessarie che la PA deve programmare (es. Durante il 2027 ho necessità di acquistare 60.000 euro di carta da stampa in vari formati per i vari uffici dell’Ente). Per prima cosa dunque questa “ipotesi” (in questa fase non so bene quanto andrò di preciso a spendere in quanto il costo delle risme può variare nel tempo, nè so chi sarà il fornitore) deve essere formalizzata in uno specifico documento approvato dall’ente (che vedremo prende il nome di “programma biennale”) e contiene l’indicazione generale del bene, della cifra e delle modalità di acquisizione. La programmazione precede l’esercizio finanziario a cui si riferisce (quindi nel 2021 programmo gli acquisti per gli anni successivi).

Una volta programmato l’acquisto nelle sue linee essenziali dovrò andare a dettagliare tale acquisto attraverso una “progettazione”, cioè una individuazione più specifica delle caratteristiche (es. 40.000 euro in carta A4 riciclata, 5000 in carta A3, 2000 in carta colorata, 12000 in formati speciali con indicazione di grammatura, specifiche tecniche ecc…). A questo punto ho individuato gli oggetti specifici di mio interesse (descrivendo se del caso anche i tempi di acquisto, se la voglio tutta subito o in tranche).

Occorre subito segnalare come questa prima fase (programmazione e progettazione) si di competenza politica, dell’organo di indirizzo, il quale approva gli atti fondamentali.

In realtà vedremo in merito alla disciplina sui lavori come la progettazione esecutiva si possa ritenere già il primo ambito di competenza tecnica (ecco perchè nell’immagine il rosso straborda! Ma ne riparleremo).

Quindi il “politico” (o comunque l’organo di indirizzo) adotta i principali atti di programmazione dei contratti in coordinamento con la programmazione economico-finanziaria.

E’ sempre bene ricordare questo aspetto … se nel bilancio non si inseriscono le risorse per l’acquisto delle risme di carta … nessun acquisto è possibile! Ecco perchè i programmi in materia di appalti sono “allegati al bilancio di previsione”.

Una volta completata la fase di programmazione e di progettazione si potrà andare “a gara” (affidamento), farsi consegnare le risme di carta e pagare quanto dovuto (esecuzione) e verificare la corretta prestazione (controllo).

Torniamo dunque alla programmazione.

La programmazione degli appalti si differenzia formalmente e sostanzialmente a seconda che si sia nell’ambito dei lavori o dei servizi e forniture (trattati unitariamente).

In pratica ogni Amministrazione (nel codice definita “stazione appaltante” ed anche io utilizzerò questo termine) deve predisporre ed approvare ogni anno, (contrariamente a quel che si può pensare un programma triennale si approva tutti gli anni, con la tecnica del cosiddetto “scorrimento”. Cioè nel 2026 approvo il triennale 2026-2027-2028 mentre nel 2027 approvo il triennale 2027-2028-2029 e così via), un programma di lavori per il successivo triennio ed un elenco annuale (che non è altro che l’elenco delle opere della prima annualità).

In estrema sintesi l’elenco annuale indica le opere da affidare entro l’anno di riferimento mentre il triennale i “desiderata” (termine latino per indicare i desideri dell’Amministrazione), che potranno negli anni successivi entrare a far parte dell’elenco annuale.